In Magona: Il Sentiero di Righino

Il percorso segue il sentiero n. 5, una vecchia strada contornata da filari di cipressi che sale attraverso una folta e lussureggiante macchia mediterranea fino al passo del Terminino, qui si gira a sinistra seguendo il percorso n. 2;il bosco si fa più rado e gli arbusti sempreverdi lasciano spazio a grandi piante di cerro e carpino fino ad arrivare in un ampio spazio dove si trova un bel leccio sotto il quale c’é un’iscrizione che recita: “Questo è il leccio detto di “Righino” per non dimenticare e tenere sempre accesa la fiaccola della libertà 1940 – 1945” . La frase si riferisce ad un fatto realmente accaduto . E’ la storia del Leccio di Righino testimone, più di 70 anni fa, della scampata morte del bibbonese Righino Righini. Il leccio è ancora lì vivo e vegeto, si trova nel bosco della Magona a pochi chilometri da Bibbona proprio dove Righino riuscì a salvarsi dalla ferocia dei tedeschi, che lo volevano fucilare credendolo un partigiano, lanciandosi in un dirupo vicino alla fossa (la sua) che gli era stato ordinato di scavare. Si prosegue ancora per alcune centinaia di metri fino all’incrocio con il sentiero n.4, qui svoltiamo a sinistra e scendiamo seguendo lo stretto sentiero che attraversa la Macchia dei tre cerri dove sono ancora visibili le caratteristiche “piazze” dove, per centinaia di anni, gli abitanti di Bibbona cuocevano il carbone per rifornire la “Real Ferriera della Magona”. Arrivati sul fondo si attraversa il Botro Grande e risaliti sulla vecchia strada torniamo al punto di partenza.

Lunghezza
8.5
Dislivello
salita 606 m, d
Periodo consigliato
primavera autunno inverno
Equipaggiamento consigliato
scarpe da trekking, cappellino, acqua
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